1️⃣ Introduzione – La transizione energetica del trasporto pesante
Nel 2025, il settore dei trasporti pesanti si trova in una delle fasi più delicate della sua storia.
Il Green Deal europeo e le normative Fit for 55 impongono una riduzione del 90% delle emissioni di CO₂ entro il 2050, con tappe intermedie già dal 2030. Tuttavia, il trasporto su gomma — responsabile di circa il 25% delle emissioni del comparto mobilità — resta ancora fortemente dipendente dal diesel.
Molti osservatori prevedevano una rapida elettrificazione, ma la realtà industriale racconta una storia diversa: le alternative esistono, ma nessuna tecnologia è ancora in grado, da sola, di sostituire il gasolio nei trasporti a lungo raggio, nei veicoli industriali o nei mezzi speciali.
Oggi la domanda cruciale è: quale energia alimenterà i camion del futuro?
Le opzioni realistiche sono tre:
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Elettrico a batteria (BEV) – efficiente ma limitato da peso e autonomia.
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Idrogeno (Fuel Cell o combustione diretta) – potenzialmente neutrale, ma costoso e privo d’infrastrutture.
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Diesel migliorato o rinnovabile (HVO, e-diesel) – la tecnologia più pronta, ma ancora basata su carbonio.
L’analisi non può essere ideologica: deve considerare costi, infrastruttura, sostenibilità reale e tempi di adozione.
2️⃣ I numeri del settore: il peso del trasporto pesante
Secondo ACEA (2025), in Europa circolano oltre 6,2 milioni di veicoli industriali sopra le 3,5 tonnellate, di cui oltre il 96% alimentati a gasolio.
Ogni anno percorrono più di 320 miliardi di km, consumando circa 65 miliardi di litri di gasolio e contribuendo per il 6% alle emissioni totali di CO₂ del continente.
2.1 Le sfide della decarbonizzazione
Per ridurre in modo sensibile le emissioni, servirebbe:
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una rete di ricarica e rifornimento capillare,
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una disponibilità costante di energia “verde” (non solo elettricità, ma anche idrogeno verde),
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e soprattutto tecnologie affidabili, efficienti e con costi gestibili per le imprese di trasporto.
2.2 Costo totale di possesso (TCO)
Il costo al chilometro è ancora oggi il punto decisivo:
| Tecnologia |
Costo medio €/km |
Autonomia media |
Tempo di rifornimento |
Stato 2025 |
| Diesel Euro VI |
0,78–0,85 |
1.000–1.500 km |
10–15 min |
Maturo e competitivo |
| Diesel HVO / Bio |
0,95–1,05 |
1.000 km |
10–15 min |
Pronto, ma costoso |
| Elettrico (BEV) |
1,10–1,30 |
300–500 km |
2–4 h (ricarica rapida) |
In crescita |
| Idrogeno (Fuel Cell) |
1,50–1,80 |
600–800 km |
10–20 min |
Sperimentale |
Come si vede, il diesel resta oggi la soluzione più economica e affidabile, ma non la più sostenibile.
L’idrogeno è promettente ma frenato da costi e assenza di rete, mentre l’elettrico funziona bene solo nel trasporto urbano e regionale.
3️⃣ Il diesel non è finito: il motore tradizionale si evolve
Il diesel è spesso considerato un simbolo del passato, ma in realtà è in piena evoluzione tecnologica.
I motori Euro VI Step E e i prossimi Euro VII, attesi nel 2027, sono radicalmente diversi da quelli di vent’anni fa:
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rendimento termico superiore al 45%,
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emissioni di particolato e NOₓ ridotte del 97% rispetto ai motori Euro III,
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sistemi di trattamento dei gas di scarico (SCR, DPF, DOC) di nuova generazione.
3.1 Il diesel sintetico (HVO, GTL, e-diesel)
Il diesel del futuro potrebbe non derivare più dal petrolio.
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HVO (Hydrotreated Vegetable Oil): ottenuto da oli vegetali o scarti di raffinazione; chimicamente simile al gasolio fossile, ma privo di zolfo e aromatici.
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GTL (Gas-to-Liquid): derivato dal gas naturale con processo Fischer-Tropsch, molto puro e stabile.
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E-diesel: prodotto da idrogeno verde e CO₂ catturata, teoricamente neutro in carbonio.
Tutti e tre possono essere usati nei motori diesel esistenti senza modifiche, rappresentando una soluzione di transizione immediata.
3.2 Additivi e lubrificanti dedicati
L’evoluzione del diesel moderno non riguarda solo il carburante, ma anche i lubrificanti a basso SAPS, formulati per lavorare con temperature e pressioni più elevate senza danneggiare i sistemi di post-trattamento.
Le officine e le flotte devono oggi considerare carburante, additivo e olio come un ecosistema unico.
3.3 I vantaggi competitivi del “diesel migliorato”
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Rete di distribuzione già esistente.
-
Tecnologia consolidata e affidabile.
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Riduzione immediata delle emissioni con HVO o GTL (fino al -90% di CO₂ “tank to wheel”).
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Nessun investimento in infrastrutture.
3.4 Limiti e criticità
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Produzione HVO limitata (materie prime e sostenibilità feedstock).
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Costi ancora elevati rispetto al gasolio convenzionale.
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Disponibilità regionale disomogenea.
4️⃣ Idrogeno: potenzialità e limiti attuali
L’idrogeno è diventato il simbolo della mobilità a zero emissioni, ma la sua applicazione nei veicoli pesanti è ancora in fase di maturazione.
Si tratta dell’elemento più abbondante dell’universo, ma in forma pura non esiste: va prodotto a partire da altre fonti energetiche.
4.1 Tipologie di idrogeno
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Grigio: ottenuto da gas naturale tramite “steam reforming”, emette CO₂ → oggi rappresenta il 95 % della produzione mondiale.
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Blu: stesso processo ma con cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS).
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Verde: generato per elettrolisi dell’acqua con energia rinnovabile; è l’unico realmente carbon-neutral.
Oggi solo il 2 % dell’idrogeno globale è verde. Il costo medio nel 2025 varia da 5 a 7 €/kg, contro 1,5 €/kg dell’idrogeno grigio.
4.2 Applicazioni nel trasporto pesante
Due le strade principali:
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Fuel Cell Electric Vehicle (FCEV) – l’idrogeno alimenta celle che generano elettricità per un motore elettrico; il prodotto di scarico è solo vapore acqueo.
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Motore a combustione H₂ – simile a un diesel modificato; sfrutta l’idrogeno come combustibile diretto.
I FCEV (come i Toyota Mirai Truck, Hyundai Xcient, Nikola Tre FCEV) offrono autonomie fino a 700–800 km, ma richiedono serbatoi a 700 bar e un’infrastruttura di rifornimento praticamente assente.
I motori a combustione interna H₂, sperimentati da MAN e Cummins, promettono costi minori ma presentano criticità di NOₓ residui e riduzione della potenza specifica.
4.3 Sfide infrastrutturali e di sicurezza
-
Manca una rete di distributori: in Europa nel 2025 ne esistono meno di 200 operativi.
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Lo stoccaggio è complesso: richiede materiali compositi e temperature criogeniche (−253 °C).
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La produzione verde su larga scala è ancora economicamente non competitiva.
4.4 Vantaggi reali
-
Zero emissioni allo scarico (solo vapore).
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Rifornimento rapido (10–15 min).
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Buona densità energetica per peso.
4.5 Limiti attuali
-
Costi elevati di produzione e distribuzione.
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Infrastruttura quasi inesistente.
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Efficienza complessiva (dal pannello solare alla ruota) inferiore al 30 %.
Conclusione parziale: l’idrogeno è una tecnologia promettente, ma richiede investimenti infrastrutturali enormi e non è, al 2025, una soluzione di massa per il trasporto pesante a lungo raggio.
5️⃣ Elettrico a batteria (BEV): efficienza e limiti fisici
L’elettrificazione del trasporto pesante è già una realtà nel segmento urbano.
Autobus elettrici e furgoni a batteria operano quotidianamente in molte città europee, ma l’applicazione ai camion da 40 tonnellate è ancora sfidante.
5.1 Tecnologia delle batterie
Le batterie agli ioni di litio (NMC / LFP) dominano il mercato; la prossima generazione solid-state promette densità energetiche fino a 400 Wh/kg.
Tuttavia, un camion elettrico da 40 t con 500 km di autonomia richiede un pacco da 5–6 tonnellate, riducendo la portata utile.
5.2 Autonomia e tempi di ricarica
| Scenario |
Autonomia |
Tempo di ricarica (350 kW) |
Note |
| Tragitti urbani |
200–300 km |
60–90 min |
già operativo |
| Regionale |
400–500 km |
2–3 h |
in sperimentazione |
| Lungo raggio |
600 km+ |
> 4 h |
non praticabile oggi |
5.3 Vantaggi
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Efficienza energetica altissima (> 85 %).
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Nessuna emissione allo scarico.
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Manutenzione ridotta (niente cambio olio, filtro, frizione).
5.4 Limiti
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Peso batterie → riduzione carico utile (fino a −10 %).
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Costo iniziale alto (camion BEV ≈ 2 × diesel).
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Infrastruttura di ricarica inadeguata; rete elettrica spesso insufficiente.
-
Smaltimento e riciclo batterie ancora problematici.
5.5 Scenari reali
Nel 2025 sono in servizio oltre 10 000 truck elettrici in Europa, concentrati su percorsi urbani e navette regionali (Volvo FH Electric, Mercedes eActros, Scania 4×2 BEV).
L’efficienza è eccellente, ma l’autonomia resta l’ostacolo principale per tratte superiori a 500 km.
6️⃣ Confronto tecnico tra le tre soluzioni
| Parametro |
Diesel evoluto (HVO/e-diesel) |
Elettrico (BEV) |
Idrogeno (FCEV) |
| Autonomia |
1 000–1 500 km |
300–500 km |
600–800 km |
| Tempo rifornimento |
10–15 min |
2–4 h |
10–20 min |
| Emissioni “Tank-to-Wheel” |
−90 % (HVO) |
0 |
0 |
| Efficienza “Well-to-Wheel” |
40–45 % |
75–85 % |
25–30 % |
| Infrastruttura disponibile |
Alta |
Media-bassa |
Molto bassa |
| Costo €/km (2025) |
0,9–1,0 |
1,1–1,3 |
1,5–1,8 |
| Affidabilità e maturità |
Molto alta |
Media |
Bassa |
| Scalabilità entro 2030 |
✅✅✅ |
✅✅ |
⚠️ |
Interpretazione:
-
L’elettrico è il più efficiente, ma limitato fisicamente.
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L’idrogeno ha grande potenziale ma poca infrastruttura.
-
Il diesel rinnovabile resta il ponte realistico per i prossimi 10 anni.
7️⃣ L’Europa e l’Italia: politiche e realtà
7.1 Obiettivi europei
La Commissione UE punta a:
Ma la Direttiva AFIR 2024 riconosce il ruolo dei carburanti a basse emissioni (HVO, e-diesel) come strumenti di transizione.
7.2 Stato infrastrutture
-
Elettrico: 18 000 colonnine per truck previste entro 2030 (oggi ≈ 1 000).
-
Idrogeno: 1 500 stazioni previste, ma < 200 operative.
-
Diesel/HVO: rete già capillare con oltre 90 000 stazioni in Europa.
7.3 Italia
Il Piano PNRR finanzia 40 stazioni H₂ e 3 000 colonnine HPC, ma il trasporto pesante italiano resta 95 % diesel.
Il Paese si muove verso un mix energetico pragmatico: elettrico per città, diesel rinnovabile per logistica e lunghe percorrenze.
8️⃣ Casi studio dei costruttori
8.1 Scania e MAN
Entrambe hanno scelto un approccio “multi-energy”:
-
motori diesel compatibili HVO al 100 %;
-
prototipi fuel cell in prova dal 2024;
-
produzione in serie di BEV per uso regionale.
8.2 Mercedes-Benz Trucks
Il eActros 600 (batteria 621 kWh) offre fino a 530 km di autonomia reale, ma costa quasi € 400 000.
Mercedes continua parallelamente lo sviluppo dell’H₂ GenH2 Truck, ritenuto più adatto alle lunghe distanze.
8.3 Iveco Group
Leader del progetto europeo HYDROGEN VALLEY, ha presentato nel 2025 il camion Iveco FCEV con autonomia di 800 km, e continua la produzione di veicoli diesel compatibili con HVO e biodiesel.
8.4 Volvo Trucks
Ha adottato una strategia tripla:
Risultato comune: tutti i costruttori convergono su una coabitazione delle tre tecnologie fino almeno al 2035.
9️⃣ Impatti economici e gestionali per flotte e trasportatori
9.1 Costo totale di possesso (TCO)
Il TCO include: prezzo d’acquisto, carburante/energia, manutenzione, infrastruttura e valore residuo.
Nel 2025:
Con le attuali marginalità del trasporto merci, solo il diesel evoluto è sostenibile su larga scala.
9.2 Manutenzione e affidabilità
I veicoli elettrici hanno meno parti meccaniche ma costi elevati per batterie e software.
Il diesel resta robusto e facilmente manutenibile; i nuovi lubrificanti a bassa viscosità riducono consumi e attrito.
I veicoli H₂ richiedono personale specializzato e protocolli di sicurezza dedicati.
9.3 Infrastruttura e logistica
Costruire una stazione H₂ costa ≈ 2 milioni €, una colonnina HPC ≈ 400 000 €, un distributore diesel ≈ 100 000 €.
Questo spiega perché il diesel continuerà a dominare almeno fino al 2035.
🔟 Conclusioni – Convivenza, non sostituzione
10.1 Il futuro non sarà monolitico
Nessuna tecnologia vincerà da sola.
Il trasporto pesante del futuro sarà ibrido energeticamente:
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Diesel rinnovabile e e-fuels per lungo raggio,
-
Elettrico per logistica urbana e medio raggio,
-
Idrogeno per tratte interregionali e trasporto pubblico.
10.2 Diesel evoluto come ponte
Grazie a HVO, GTL ed e-diesel, le flotte possono già oggi ridurre le emissioni fino al 90 % senza cambiare motori né investire in nuove infrastrutture.
10.3 Ruolo delle aziende energetiche
Imprese come Salernitana Combustibili diventano protagoniste della transizione, offrendo:
-
carburanti evoluti a basso impatto;
-
additivi e lubrificanti compatibili con le nuove normative;
-
consulenza tecnica per flotte e officine.
10.4 Conclusione sintetica
Il futuro dei trasporti pesanti non sarà una rivoluzione improvvisa, ma un processo di evoluzione tecnologica e logistica.
Solo un approccio realistico — fondato su efficienza, innovazione e conoscenza tecnica — consentirà di raggiungere la neutralità climatica senza compromettere la produttività del settore.
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